Perché crediamo nel cloud aperto

L'apertura accelera l'innovazione, aumenta la sicurezza ed evita qualsiasi dipendenza dal fornitore. Google ritiene che l'apertura nel cloud sia più importante che mai.

L'apertura è la capacità di spostare liberamente le proprie app

Un cloud aperto si basa sulla convinzione che la dipendenza da un cloud specifico non debba impedirti di raggiungere i tuoi obiettivi. Il concetto di cloud aperto si fonda sull'idea che la possibilità di distribuire app sviluppate con lo stesso approccio e gli stessi strumenti su cloud diversi possa aiutarti a rispettare le tue priorità del momento, che si tratti di ottenere il massimo dalla condivisione delle competenze tra i tuoi team o accelerare velocemente l'innovazione. L'approccio open source è in questo senso fondamentale, perché adottandolo nel cloud è possibile mantenere il controllo sul deployment dei tuoi investimenti IT. Ad esempio, i clienti utilizzano Kubernetes per gestire i container e TensorFlow per creare modelli di machine learning on-premise e su più cloud.

Diagramma app cloud
Open source

Open source vuol dire continuità

Di seguito sono riportati alcuni esempi dell'impegno di Google verso l'adozione del software open source e i vari livelli di attività necessari:

  • Il software open source come Android utilizza un codebase aperto e viene sviluppato da una sola organizzazione
  • Il software open source con modifiche guidate dalla community, come TensorFlow, richiede il coordinamento di più aziende e persone fisiche
  • Il software open source con una strategia guidata dalla community, come Linux e Kubernetes, richiede un processo decisionale collaborativo e il raggiungimento di un accordo in merito al processo di controllo

Il software open source permette di costruire un patrimonio di idee e di ricevere feedback da parte degli utenti in modo continuativo

L'open source è talmente importante per Google da essere citato per ben due volte nelle nostre filosofie aziendali. Inoltre, incoraggiamo i dipendenti, e di fatto tutti gli sviluppatori, ad adottare l'open source.

Nel 2019, oltre 10.000 Googler erano attivi in più di 70.000 repository open source ospitati su GitHub e git-on-borg. Su GitHub, i Googler hanno creato oltre 570.000 problemi, aperto più di 150.000 richieste di pull e creato oltre 36.000 eventi push. Visita il nostro blog per ulteriori informazioni sui contributi open source di Google per il 2019.

I Googler contribuiscono attivamente a progetti di cui avrai probabilmente sentito parlare, come Linux, LLVM, Samba e Git.

La collaborazione con Google è stata finora fantastica e sono rimasto estremamente colpito dal profondo impegno mostrato nei confronti della community nell'ambito di un progetto che non è stato avviato da loro.

- Matt Klein, Engineer, Lyft

Google pubblica regolarmente come open source alcuni dei suoi migliori progetti interni

I principali progetti avviati da Google includono:

Google si impegna a promuovere l'uso delle API aperte

Le API aperte permettono a tutti di beneficiare del lavoro degli altri, migliorando il software in modo iterativo e collaborativo. Le API aperte consentono ad aziende e singoli sviluppatori di cambiare fornitore di servizi quando vogliono. Da una ricerca sottoposta a peer-review è emerso che le API aperte accelerano l'innovazione in tutto il settore e in qualsiasi ecosistema specifico. Le API aperte si fondano sul diritto a riutilizzare le API consolidate allo scopo di creare implementazioni indipendenti ma compatibili. Google Cloud si impegna a supportare le API aperte, aderendo all'iniziativa Open API, collaborando alla specifica Open API, fornendo supporto per gRPC e assicurando la compatibilità di Cloud Bigtable con l'API HBase, la compatibilità di Cloud Spanner e BigQuery con SQL:2011 (e relative estensioni) e la compatibilità di Cloud Storage con API condivise.

Guarda l'intervento sull'apertura durante il terzo giorno di Google Cloud Next 2017

Open source in primo piano

Logo Kubernetes KUBERNETES

Sistema open source per l'orchestrazione dei container

Google ha dedicato a Kubernetes risorse di ricerca e sviluppo per più di 12 anni, rendendolo completamente open source. Questa combinazione di progettazione serrata e mirata, apertura e promozione della community ha contribuito a fare di Kubernetes uno dei progetti più attivi su GitHub, con più di 115.500 commit e 810.500 partecipanti, che continuano ad aumentare. Questa velocità di innovazione straordinaria è possibile solo grazie alla collaborazione e alla leadership intersettoriali all'interno della community Kubernetes. Scopri di più sul progetto open source Kubernetes e su Google Kubernetes Engine, il nostro servizio gestito per il deployment di applicazioni containerizzate.

Logo Tensorflow TENSORFLOW

Libreria open source per il machine learning

Da quando Google l'ha rilasciata come open source, nel 2015, TensorFlow è diventata la community di machine learning n. 1 su GitHub e il toolkit di machine learning per eccellenza. Riteniamo questo progetto importante per l'umanità, e abbiamo scelto di rilasciarlo come open source per consentire a tutti di collaborare liberamente al suo sviluppo. Ulteriori informazioni sul progetto open source TensorFlow e sul nostro servizio gestito Google Cloud Machine Learning Engine, che costituisce semplicemente la soluzione ottimale per eseguire l'addestramento su vasta scala di qualsiasi modello TensorFlow in un cluster gestito.

Logo Istio ISTIO

Piattaforma aperta per la connessione dei microservizi

Istio è una piattaforma aperta per connettere, gestire e proteggere i microservizi. Istio supporta la gestione dei flussi di traffico tra i microservizi, l'applicazione dei criteri di accesso e l'aggregazione dei dati di telemetria, il tutto senza richiedere modifiche al codice dei microservizi.

Logo di Android ANDROID

Android usa le più recenti innovazioni di Google, dal machine learning per il rilevamento di virus e la sicurezza del cloud all'intelligenza artificiale per un'assistenza contestuale efficiente. Scopri di più nella pagina web relativa alla gestione della mobilità aziendale Android.